8° Forum dei Giovani all’UNESCO

6 Novembre 2013
Dal 29 al 31 ottobre – ottavo Forum dei Giovani all’UNESCO

Per la prima volta abbiamo partecipato come Giovani per un Mondo Unito all’UNESCO Youth Forum. Il Forum è un incontro che si fa ogni due anni, dove l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, lascia spazio ai giovani per esprimere la nostra opinione su temi dell’agenda di lavoro di questa Istituzione.

Sono stati tre giorni di intenso lavoro. Abbiamo partecipato insieme ad altri cinquecento giovani di tutto il mondo ad un dibattito, per arrivare a redigere un documento con una decina di indicazioni che saranno utili all’UNESCO nella sua strategia verso i giovani, dal 2014 al 2021.

Durante l’inaugurazione e la conclusione ci hanno colpito tanto le parole di diversi diplomatici e politici, come Madame Irina Bokova, direttore generale dell’UNESCO. E’ stato molto forte sentire loro parlare di concetti che sono molto vicini al nostro ideale: il mondo deve vivere come una sola famiglia umana, per arrivare alla pace dobbiamo aprire il cuore ed amarci gli uni gli altri, sono i piccoli atti concreti che costituiscono un mondo migliore. Anche l’ultimo giorno, Madame Katalin Bogyay, presidente della Conferenza Generale, che ha partecipato al Genfest, ha chiuso il forum parlando a tutti di “Ubuntu”, questo valore africano che esprime la convinzione che “io sono perche noi siamo” e che è alla base di Sharing With Africa, prossima tappa del United World Project.

A un certo punto, viste le tante coincidenze, noi ci domandavamo: “ma che cosa abbiamo da portare qui?”, “cosa è ciò che manca?”. Avendo vissuto il Forum sentiamo che anche in questa esperienza, senza un supplemento di anima come dice Chiara, la teoria rimane scollegata dalla prassi. Ci accorgiamo che noi crediamo alla fraternità ma non perché è una bella idea, ci crediamo  perché abbiamo l’esperienza nel viverla. Ed è questo che abbiamo provato a portare al Forum, con ciò di cui parlavamo e con i piccoli atti concreti.

Per esempio, c’è stato un momento, durante una delle sessioni di lavoro, che ha generato un effetto “wow” tra di noi. Noi abbiamo cominciato a condividere alcune delle nostre esperienze concrete nel campo dell’impegno civico, e dopo anche gli altri hanno cominciato a raccontare qualche loro azione concreta. Dopo aver sentito queste cose, la moderatrice ha proposto di suggerire all’UNESCO di creare una mappatura con tutte queste buone pratiche. Non potevamo crederci! Questa mappatura sembra molto simile al United World Watch che noi vogliamo vedere nascere. Anche se poi questo non si è scritto nel documento finale, perché è mancato il tempo, lo sentiamo come un segno di come, pian piano, questa nuova vita penetra, arriva, si fa strada.

L’ultimo giorno, il clima di lavoro che fino a quel momento era stato collaborativo, si è caricato di tensione. C’èrano alcuni dei partecipanti che, un po’ arrabbiati e feriti per qualche problema di organizzazione, volevano scrivere una lettera per reclamare contro una moderatrice. Questa è stata un’opportunità concreta per amare. Avendo parlato con lei, sapevamo che questa ragazza faceva il suo meglio durante tutti questi giorni per moderare, sempre provando a sorridere, a dare la parola a tutti, in un lavoro che non era facile. E grazie ai rapporti creati con i partecipanti, abbiamo potuto accompagnarli in questa difficoltà fino al punto di proporre, con questo dolore che si sentiva, di fare qualcosa di positivo. Così ci siamo accordati di fare una lettera proponendo delle modifiche per il prossimo Forum, in modo che il lavoro dei partecipanti e dei moderatori  sia più semplice, armonioso e produttivo.

Il risultato di questo forum giovanile sarà parte degli input che la Conferenza Generale dell’UNESCO, con ambasciatori di 195 paesi, considererà, per stabilire nuove regole internazionali. Non è una cosa che cambierà il pianeta, ma sentiamo che ci è servita per cogliere in essa una delle strade che può portarci al mondo unito e dove anche noi vogliamo dare il nostro contributo.

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