FESTA DEI GIOVANI 2016: “RISCHIA, QUELLO CHE CERCHI ESISTE”

5 Dicembre 2016

Ancora una volta si è svolta, la domenica 25 settembre, la Festa dei giovani nella Mariapoli Lia, quest’anno la 23essima.

Preceduta da 4 mesi di preparazione pieni di profonde esperienze e passi dati. Nei primi incontri si è maturata insieme l’idea del perché fare la festa e cosa si vorrebbe trasmettere con essa. E’ stato un processo importante, frutto della comunione tra i gen e gli assistenti, nel quale sono sorte le tematiche possibili per iniziare a lavorare: il senso della vita, il tempo, l’altro sono io, distruggersi per costruire, le strade che si intrecciano, i labirinti della vita, ecc.…
Dopo questo primo periodo si è iniziato a lavorare in piccoli gruppi: coreografia, copioni, scenografia, diffusione, teatro, per affrontare la tematica sotto i diversi aspetti, …

image002In tutto questo lavoro è venuta tanto in rilievo una particolarità che ha la scuola di questo anno: la grande apertura ed il desiderio da parte dei gen di conoscere e costruire con tutte le realtà della cittadella. Il clima di famiglia sperimentato nella preparazione della Festa Interculturale di mesi prima, è stata una base solida per proseguire costruendo qualcosa di più grande insieme. Momenti di meditazione, e propositi di vivere il passa-parola e di comunione prima di iniziare i lavori, hanno aiutato molto a stringerci in unità tra tutti.

Il motto scelto è stato: “RISCHIA, QUELLO CHE CERCHI ESISTE”

In tutto più di 1000 giovani hanno partecipato alla Festa domenica 25, tra questi 550 provenienti dal Cile, Paraguay, Uruguay e di alcune province argentine più lontane, sono arrivati sabato per poter conoscere di più la Mariapoli. Per loro si è preparato un programma di giochi, visite ed una notte di talenti preparata da loro stessi insieme ai giovani della Cittadella.

Il programma della domenica era articolato da due personaggi (Paula e Manuel) che per circostanze si trovano e, scoprendo di avere lo stesso itinerario di viaggio, decidono di farlo insieme. Ed è così che conoscono gente e vivono situazioni che li mettono davanti a questioni riguardo il momento presente, il rincominciare, il senso del dolore, l’uscire da se stessi, ed anche l’altro come un dono; le risposte vengono attraverso esperienze di vita e dialoghi tra i personaggi…

image003Il linguaggio scelto per trasmettere le esperienze e la trama del teatro, è stato schietto ed ha interpellato ognuno in maniera personale. Le canzoni e le coreografie, con molta energia e musicalità, hanno aiutato a fare una sintesi di questo impegno nella ricerca di qualcosa di grande per ognuno. La scenografia esterna ed interna nella sala, di alto livello artistico, ha tanto aiutato i giovani ad entrare in pieno in questo viaggio.
Un momento speciale, che non era nel copione e che ha toccato l’anima di molti, è stato l’abbraccio di un gen verso un altro che, commosso, dopo condividere una esperienza di dolore vissuta nella sua famiglia, ha scoppiato in pianto… questo gesto ha prodotto una grande commozione in sala, un applauso che non finiva più perché esprimeva il sentire di tutti.

Alla fine, una proposta ad ognuno dei partecipanti: rischiare a dare un senso alla loro vita ed a ripetere questo spazio di fraternità lì dove ognuno si trova. La nostra impressione è stata d’aver assistito ad un vero spettacolo di Gesù in mezzo, il vero protagonista. Non solo sul palco, ma dentro il cuore di ognuno avendo potuto ammirare alcuni piccoli miracoli dietro le quinte: ristabilimento di rapporti famigliari e guarigione di ferite profonde.

Adesso, alcune impressioni di giovani e adulti, che accompagnarono i ragazzi.

“Le esperienze specialmente hanno toccato l’anima di ciascuno, ogni parola che avete detto dal palco è arrivata profondamente ad ognuno. Ha colpito in maniera speciale come avete parlato del dolore in maniera vicina, reale, credibile, naturale”.

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“Mai ho visto tanti abbracci sinceri e senza malizia”

“Vedevo nei visi dei ragazzi un’emozione evidente, si notava il Gesù in mezzo tra voi, radice di tutto quanto avete fatto. Posso immaginare le brighe, le discussioni, le risate, le lacrime… Ma posso sentire in ognuno la gioia d’aver portato questa vita ad ognuno di quelli che eravamo li. Questo è incredibilmente incredibile”.

“Questa è stata la prima volta che arrivo in Mariapoli e la mia impressione è stata che il posto era molto grande, mi è sembrato tutto molto bello, il posto è bellissimo. Ma quello che mi ha fatto più felice è stato vedere tanta gente dimostrando la gioia che avevano tutti insieme, vedere tutto questo e vedere come si trasmette la felicità nelle canzoni è qualcosa di geniale, in verità mi porto un ricordo molto bello del momento in cui ho visto che tutti eravamo uniti senza importare nulla. Mi è piaciuta questa nuova esperienza”.

image005“Ieri ho visto l’incarnazione dell’Ideale nelle vostre storie. Le vostre parole sono state profondamente umane e per questo profondamente divine. Non avete fatto un discorso sul dolore, ma avete fatto parlare al dolore attraverso l’umanità di voi stessi. Mi spiego, non ho visto una teoria, non ho ascoltato frasi fatte. Ho visto l’ideale vissuto, incarnato ed espresso secondo la cultura, la storia, le vite vissute e la personalità di ognuno di voi. Forse non vi rendete conto di ciò che significa: voi siete storia e profezia del Movimento dei focolari, di un Movimento che non parla di Chiara, ma che è Chiara che parla al mondo di oggi, che non parla di Gesù, ma che è Maria e per questo da, di nuovo, Gesù al mondo”

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