Ma che bravi, quei giovani! – Napoli, Italia

12 Dicembre 2011

Riuscitissima e molto apprezzata dalle Autorità locali l’iniziativa “Colori…amo la città”

Un gruppo di volenterosi e dinamici  giovani delle parrocchie “S.Antonio Abate” di Casoria, ”Spirito Santo” di Arzano e “Gesù Cristo Lavoratore” di Casavatore, hanno  organizzato, spinti da una forte motivazione civica e dall’amore per il proprio territorio, una significativa manifestazione di pulizia e di abbellimento di una zona dei rispettivi Centri urbani, denominata significativamente “Colori…amo la città”. In particolare, i teenager casoriani, il giorno 30 ottobre, si sono radunati dalle ore 10,00 alle ore 14,00, in piazza Dante (antistante la stazione ferroviaria) per partecipare attivamente all’operazione di abbellimento dell’area pubblica indicata, al fine di renderla più accogliente. “Muniti di scope, palette e rastrelli da giardino” – ha dichiarato uno degli organizzatori  – “intendiamo assumerci in prima persona la responsabilità di curare il bene comune con la stessa premura con cui ci occupiamo delle nostre case. Buona parte dei guai del Sud hanno origine  proprio dalla disaffezione di tutto ciò che appartiene alla collettività”.

Ciò, effettivamente,  lo si può constatare andando in giro per la Città: nonostante sia enorme  lo sforzo di rendere pulita Casoria con la raccolta differenziata,  non mancano gli incivili furbetti di quartiere che continuano a sversare rifiuti  di tutti i tipi nelle zone periferiche.  E’ necessario  che si superi la contrapposizione tra società civile e istituzioni: cittadini e autorità politiche, organismi e istituzioni pubbliche, nella distinzione dei ruoli, fanno parte di una rete, nella quale ciascuno è tenuto a partecipare con il proprio apporto personale al bene comune, al sostegno di tutta la società urbana. La conflittualità fine a se stessa , la rabbia, la protesta sono improduttive se non si trasformano in progetti, in iniziative concrete, in modelli di buone pratiche. I giovani, dunque, che hanno organizzato la manifestazione si sono mossi coerentemente nella direzione di un agire politico impregnato di speranza e non di disfattismo, di ricostruzione di un rapporto positivo con la propria Città e non di disimpegno e di indifferenza. Presenti alla validissima iniziativa il sindaco Enzo Carfora, il vicesindaco Sergio D’Anna e il consigliere comunale Antonio Lanzano, che hanno apprezzato l’ impegno dei ragazzi (appartenenti a “Giovani per un Mondo Unito”, espressione del Movimento dei Focolari) e hanno auspicato che l’operazione da loro progettata e attuata sia l’inizio di un percorso formativo e sociale, volto a risvegliare, nella stagnazione dominante, il senso della vera democrazia, che è partecipazione e passione civile.

Lo scrupoloso lavoro di pulizia delle aiuole e della piazza si è svolto sotto la vigile presenza di alcuni poliziotti municipali, a ulteriore testimonianza del sostegno che le Autorità istituzionali hanno offerto all’iniziativa. Apprezzabile anche la fattiva collaborazione di Casoria Ambiente: l’ing. Antonio Isoldi ha messo a disposizione dei giovani e dei cittadini, che hanno partecipato all’evento sociale, uomini e mezzi: camion, buste, palette… Sono state rimosse, tra l’altro, due fontane in disuso e in stato di fatiscenza. I giovani propongono all’Amministrazione comunale di collocare al loro posto piante o fiori. L’iniziativa, fortemente sostenuta da don Marco Liardo, Decano dell’XI Decanato, ha rappresentato una convinta ed entusiastica risposta dei giovani alle sollecitazioni del Cardinale Crescenzio Sepe, il quale, promuovendo il Giubileo, ha chiamato “tutti alle proprie responsabilità per avviare una rinascita morale e sociale della Città e dell’intera Diocesi”. E’ tempo, dunque, per tutti, ma in particolar modo per coloro che si professano cristiani, di seminare la speranza, di coltivare il bene, di praticare la legalità e le virtù civiche per “essere lievito e fermento” nelle nostre città schiacciate dal torpore dell’indifferenza e soffocate dal male, al fine di migliorare la qualità della vita urbana. Non sono più consentiti i peccati sociali di indifferenza, di delega e di chiusura nel proprio “privato”.

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