Scelte di Pace. Riconvertiamo l’Economia che Uccide

22 Marzo 2017

«Certo, per chiunque si accinga a spostare le montagne dell’odio e della violenza, il compito è immane e pesante, ma ciò che è impossibile a milioni di persone isolate e divise, può diventare possibile ad un gruppo di gente che ha fatto della comprensione reciproca, del rispetto e della volontà di sacrificarsi per l’altro, il movente essenziale della propria vita.
La pace è il primo frutto dell’unità. Ma non vi può essere pace tra le nazioni se non si comincia a costruire l’unità tra alcune persone di buona volontà».

 

Così, citando le parole di Chiara Lubich, Silvio Minnetti, presidente del Movimento Politico per l’unità in Italia, ha aperto l’incontro pubblico “Scelte di Pace. Riconvertiamo l’Economia che Uccide”, che si è tenuto il 14 marzo 2017, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari di Montecitorio, a Roma. L’incontro è stato promosso dal Movimento dei Focolari in Italia, in collaborazione con il gruppo editoriale Città Nuova.

Oggetto dell’incontro, la violazione della legge 185/90, che ha come oggetto “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”, e che obbliga alla trasparenza sulle operazioni di importazione ed esportazione dei sistemi di armamento da e per l’Italia i ministeri coinvolti (Affari Esteri, Interni, Difesa, Finanze, Industria, etc.) e impedisce che armamenti italiani possano essere venduti a paesi in guerra, che violano gravemente i diritti umani, o che rientrino in quelli che vengono definiti “Heavily Indebted Poor Countries”, nazioni povere pesantemente indebitate.

In particolare, è stata posta l’attenzione sul caso drammaticamente eclatante e attuale, delle bombe spedite dall’Italia alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita, nella guerra contro lo Yemen.

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

La discussione si è poi allargata alle scelte strategiche di Leonardo SpA (nuova denominazione sociale di Finmeccanica), al trattato di non proliferazione nucleare e alla presenza di bombe atomiche nelle basi Usa di Aviano e Ghedi Torre.

Responsabilità politiche ma anche della società civile, che è stata invitata a prendere coscienza della possibilità di esercitare il proprio potere di voto attraverso “il portafoglio”, con un consumo e un risparmio più “critico”, a favore, per esempio, di quelle banche non armate, che operano una finanza a servizio della vita e del bene comune, perché anche le scelte di ogni giorno possono alimentare la politica della pace che ripudia la guerra, secondo la Costituzione italiana.

Durante l’incontro, il Movimento dei Focolari in Italia ha anche annunciato l’apertura simultanea di oltre 15 conti correnti bancari presso gli sportelli di Banca Etica da parte di altrettanti soggetti associativi espressione del Movimento. I nuovi conti si aggiungono a quelli già attivati dalla Ong Azione per un Mondo Unito (Amu) e da Economia di Comunione.

L’incontro pubblico è stato arricchito dagli interventi di: Tina Marinari, di Amnesty International; don Renato Sacco di Pax Christi; Maurizio Simoncelli, Vicepresidente e cofondatore dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo; Nicoletta Dentico, di Banca etica; Francesco Naso, di Economia e Felicità; Alfredo Scognamiglio, del Movimento dei Focolari Italia.

Sergio Bassoli, portavoce di Rete pace, ha presentato l’appello “La nostra Europa Unita, democratica solidale”, in vista della ricorrenza dei 60 anni dalla firma del trattato di Roma che ha istituito la Comunità Economica Europea.

scelte 220302Dopo l’incontro nell’Aula dei Gruppi parlamentari di Montecitorio, i lavori sono proseguiti nel pomeriggio presso l’Oratorio del Caravita, con l’invito, da parte degli organizzatori a tentare di costruire un’agenda politica comune per concretizzare i discorsi del mattino. Così, rappresentanti del Movimento dei Focolari in Italia, di Pax Christi, dell’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo, del Movimento politico per l’unità e Non Dalla Guerra hanno steso le linee di azione comune mirate, da una parte, al proseguimento dei lavori di sensibilizzazione nelle aule parlamentari e del Governo e, dall’altra, al rafforzamento delle coscienze dei cittadini, anche attraverso la promozione di progetti educativi e formativi sulle tematiche del disarmo e del consumo critico.

L’obiettivo è quello di coinvolgere anche i cittadini nei contenuti dei prossimi programmi di Governo, 2018-2033, perché l’attuazione della legge 185/90 trovi presto una risposta politica.

Se volete approfondire, cliccate qui.

Fonte: unitedworldproject.org 

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