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siria 2A Damasco con 80 giovani siriani. Storie di dolore cocente e di speranza, di fede eroica nell’amore di Dio.

Partiamo con gioia ed emozione per l’amata Siria, portando il cuore e l’amore di tutto il Movimento. A causa della guerra che da sei lunghi anni la dilania, atterriamo in Libano, e da lì ci dirigiamo verso quella terra che vide gli inizi di alcune delle più antiche civiltà. Denominata dai visitatori del passato “giardino del mondo”, è ricordo di grandi Profeti: qui nacque Abramo.

Dopo innumerevoli controlli e posti di blocco con uomini armati, la sera arriviamo a Damasco; un po’ aramea, romana e araba, nel 1979 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità ed eletta capitale araba della cultura per il 2008.

Accoglienza calorosa, cena di festa nel piccolo focolare, con piatti tipici arabi. Il giorno dopo, guidati dai giovani, visitiamo la grande Moschea degli Omayyadi e il Souq al Hamidiyeh, il più noto bazar della città. Poi iniziano gli incontri con le persone del Movimento, specie con i giovani.

“Sì alla vita, nonostante tutto” è il titolo del Convegno che ha riunito 80 giovani siriani dal 9 all’11 marzo 2017 e che lascia nel nostro cuore un’impronta indelebile.

Dal 2011 la Siria vive una guerra civile estremamente confusa, con un costo di 200.000 morti, 11 milioni di persone costrette a lasciare le loro case, 4 milioni fuggiti all’estero. La situazione dei giovani è un dramma: chiamati alle armi possono stare nella milizia fino a 8 anni. Molti muoiono. Le ragazze, in questa situazione, vedono svanire le loro speranze di formare una famiglia …

siriaSi susseguono racconti di storie di dolore cocente e di speranza, di fede eroica nell’amore di Dio. C’è chi ha perso tutto ed ora con la famiglia vive in un campo di rifugiati, chi ha visto morire le persone più care. Le riunioni di saluto a chi parte sono sospese, perché troppo dolorose: si accompagna ciascuno con la preghiera, che insieme all’amore è il respiro vitale. Durante un incontro in focolare, ad Aleppo, l’esplosione di missili, il rumore assordante degli aerei ha fatto sospendere la meditazione che è continuata nella preghiera del Rosario. Forte l'impegno dei giovani a generare vita attorno a loro: organizzano festival nelle città, coinvolgendo migliaia di persone, ricostruiscono una scuola e un giardino nel centro di un paesino, mai portato a termine a causa della guerra. Offrono sostegno a decine di famiglie di profughi...

Una ragazza orfana che viveva in un villaggio ha perso tutto, casa e beni, ha dovuto emigrare in città, il suo fratello soldato è scomparso e il suo fratello minore soffre di sclerosi multipla. Un giovane soldato ha vissuto momenti di paura e di coraggio in battaglia, ha dovuto difendere e sparare e sopraffatto dallo stress, ha disertato. Non sopportava la preoccupazione per i genitori anziani. Ora si chiede se tornare all’esercito perché è forte il suo desiderio di difendere la patria. Nei suoi occhi limpidi si legge un dolore infinito; in seguito all’augurio fattogli che trovi la pace su questa terra, risponde che l’avrà solo in Paradiso. Storie di morte e di vita, trasparenza, semplicità e profondità, festa gioiosa di canti e danze arabe bellissime …

Gesù Abbandonato risuona con forza come l’uomo mondo, anche per noi, a contatto con una realtà di dolore – amore profondissima. Si rinnova l’impegno a vivere perché tutti siano una cosa sola, come fece Chiara con le sue compagne sotto i bombardamenti.

Portiamo un video di saluti di giovani di tante parti del mondo, di Emmaus e Jesùs: molti piangono per la commozione e ci dicono: tutto il mondo ci ha dimenticato, voi siete venuti a portare il calore della nostra famiglia.

Accompagnati anche da Roberto Almada, esperto in dinamiche di gruppo e rapporti interpersonali, approfondiamo temi forti come i sogni futuri, le ferite del passato, le possibilità creative del presente. E con esercizi dinamici si trovano formule per distinguere la gioia cristiana dal solo piacere. Riaffiorano nel nostro cuore le parole di Chiara: “la gioia del cristiano è come un raggio di sole che brilla da una lacrima, una rosa fiorita su una macchia di sangue, essenza d’amore distillata dal dolore … per questo ha la forza apostolica di una squarcio di Paradiso.”

syira3Siamo nei luoghi dell’apostolo Paolo, toccato da Dio lungo la strada di Damasco, vediamo le mura da cui una notte si fece calare nascosto in una cesta, sfuggendo alla cattura e iniziando la corsa della diffusione della parola di Gesù nel mondo, tra naufragi e persecuzioni.

Nei nostri fratelli e sorelle della Siria troviamo la fortezza dei primi cristiani, che in questa tremenda guerra mantengono la fiducia e la speranza, trasmettendola ai loro “compagni di viaggio”.

Grazie, Siria, per questa lezione di cristianesimo vissuto! Se dovessimo riassumere in una parola l’esperienza unica, straordinaria che ci hai fatto vivere, non esiteremo a dire: VITA, con la “V” maiuscola!

Fonte: notiziariomariapoli.org 

Link video: https://www.youtube.com/watch?v=ak-v8irnqcI&feature=youtu.be 

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