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b_450_0_16777215_00_http___4.bp.blogspot.com_-KhZ-MEoC8k8_Ur0ZnxZuHmI_AAAAAAAAJQs_fe4bHElZPgA_s1600_Fortaleza_Natale_2013_(3).jpgI GMU di Fortaleza ci scrivono:

“Vi scriviamo da Fortaleza, una città del Nordest brasiliano, per raccontare l’esperienza che abbiamo fatto nel nostro Natale.

Tutto è venuto da una inquietudine di una Giovane per un Mondo Unito (GMU). Lei dice: “non è giusto rimanere in un sontuosa cena di Natale mentre tanti che vivono per la strada non hanno niente da mangiare!” Condividendo questo disagio con un altro giovane, lui subito rispondi di si a lanciarsi a fare qualcosa per i più bisognosi.

Il 25 dicembre, ci siamo incontrati tutti insieme. Avevamo poco cibo: un pacco di pane, un po’ di formaggio, mortadella, salsiccia... In nessun momento abbiamo avuto paura di non aver niente da dare, perché il pensiero era di dare più che il pane: era conoscerli, sentirli, guardarli negli occhi... Alla fine, eravamo in otto che preparavano i panini! Tanti hanno portato anche vestiti da dare. Era veramente incredibile vedere la multiplicazione del materiale da donare, perché alla fine avevamo raggiunto più di tre pacchi di pane, acqua, torta... Si vedeva il miracolo!

Parlando con la gente per strada, si vedeva che l’importante non è soltanto il pane, ma soprattutto una parola, un momento per fermare e poter sentirli. Una signora ha detto che aveva febbre, non avevamo nessuna medicina, ma siamo rimasti chiacchierando, ascoltando le sue storie. Quando ci siamo salutati, lei ha ringraziato e ha detto che non aveva più febbre, perché l’abbiamo sentita, perché abbiamo portato (nelle sue parole) “quel pane per l’anima”.

Un GMU scrive:

“Oggi è stato un giorni interessante per me. Da tanto tempo volevo donarmi nel Natale, fare un po’ di più per coloro che sono dimenticati nelle vie della città. Benché avevo un po’ di soldi, ho pensato che ancora molto poco, io potevo dare più. Arrivando lì, ho visto che “il molto” non era interessante, quello che era importante era una chiacchiera, uno sguardo, un sentimento di compassione. Oggi dormo felice, però ancora un po’ inquieto, perché so che posso fare di più. Più del cibo loro hanno bisogno di quello che noi portiamo dentro ma per paura fatichiamo a sprigionare: l’amore.”

b_900_600_0_00_http___4.bp.blogspot.com_-HwQ_zd1dnYc_UrmsvBOeCJI_AAAAAAAAJQQ_5DlFVqOwGlc_s1600_1512565_10201120602324158_1379165360_n.jpgI GMU di Manaus ci mandano gli auguri di BUON NATALE e come regalo la loro gioia scaturita dall'atività fatta coinvolgendo la comunità nel weekend 21/22 dicembre:
“Cari, vogliamo farvi partecipare della felicità che abbiamo sperimentato nel sabato! Siamo andati in 16 nelle vie prossime al mercato del comune, dove c'è tanta povertà ed esclusione, portando dei panini e bevanda, vestiti, panettone, biscotti ed altri regali ni natale a quelli che vivono per quelle strade. Abbiamo trovato persone di tutti i tipi: anziani, donne, ragazzi, ubriachi, drogati. Ed era una gioia immensa andare incontro ad ognuno: dare un ascolto, un abbraccio, toccare mani sporche e screpolate... Tanti erano comossi e ci auguravano tante cose belle. Uno di questi signori, mentre ci ringraziava, ci ha detto qualcosa che ci ha fattto rifletere:
‘Chi non vive per servire, non serve per vivere’.
Abbiamo ricevuto tante lezioni di umiltà e sapienza di questi nostri fratelli.
b_900_600_0_00_http___3.bp.blogspot.com_-vFcIJTsea_o_Urms0Um1IfI_AAAAAAAAJQY_ApxkGtXqbeQ_s1600_1471080_10201120602364159_1450677926_n.jpgAlla fine, abbiamo trovato altri due gruppi cattolici portandogli la cena, cosa che ci ha fatto sperimentare tanta gioia e sodisfazione, vedere che ci sono tanti altri che come noi vogliono portare l'amore dove manca. Insieme a loro alcuni di noi che sono infermieri anche hanno fatto delle medicazioni. Solo in questo momento siamo riusciti a fare qualche foto, però nei nostri cuori rimane marcato e ci serve di spinta a non fermarci fino che tutti abbiano degnità e conoscano l'amore.
 
Vi auguriamo, ed è ormai, un buon natale!”

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AUGURI DA CIPRO!

Noi GMU di Cipro abbiamo aderito all'iniziativa di promuovere un Natale di accoglienza e di pace. Abbiamo organizzato un "Boutique Chiara Luce" per aiutare le persone che hanno bisogno offrendo delle cose a buon mercato.

BUON NATALE E BUON ANNO 2014 A TUTTI!!!

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b_900_600_0_00_http___4.bp.blogspot.com_-em1AhIazRr8_UrGts4hvdkI_AAAAAAAAJMs_5SQx94sIgUM_s1600_Luogo_di_nascita_Betlemme.jpg

Fare di ogni città una piccola Betlemme, capace di accogliere i soli, gli emarginati, i senza tetto: è l’iniziativa dei Giovani per un mondo Unito per questo Natale, nelle città dove sono presenti GMU.

Natale a Betlemme: «Un’occasione unica per coronare l’anno incontrandoci con i Giovani per un Mondo Unito della Terra Santa, per un Natale di accoglienza e di pace», raccontano Maria Guaita, Andrew Camilleri e Claudia Barrero, della segreteria internazionale dei GMU.

Cosa significa per voi trascorrere il Natale in Terra Santa? «Abbiamo colto questo invito come una proposta da estendere a tutti i Giovani per un Mondo Unito sparsi nel mondo – racconta Maria Guaita –. Il Vangelo ci dice che Maria e Giuseppe non trovarono posto nell’albergo, che il Verbo venne tra la sua gente ma i suoi non lo hanno accolto. Vogliamo accoglierlo, specialmente nei soli, negli emarginati, nei poveri e senza tetto. Perciò vorremmo impegnarci perché ogni nostra città diventi una piccola Betlemme che ospita il Presepe, che offre una culla a Gesù». 

Come vi siete organizzati? «Proponiamo a tutti i Giovani per un Mondo Unito un Natale di accoglienza e di pace –spiega Andrew –. I media ci propongono ogni giorno immagini di violenza, di sofferenza e di esclusione. Vogliamo rispondere a tutto ciò, a partire dal periodo natalizio, con svariate iniziative di amore concreto verso i fratelli».   

«Vorremmo coinvolgere più persone possibile – conclude Maria  –, anche parrocchie, istituzioni, altre associazioni e movimenti, secondo la fantasia e le possibilità di ciascuno, con la convinzione che – come diceva Chiara Lubich –  “niente è piccolo di ciò che è fatto per amore”».

Foto e brevi riprese delle iniziative, si potranno trovare sulla pagina Facebook dei GMU della Terra Santa: Youth for a United World - Holy Land

«Saranno frammenti di fraternità – aggiunge Claudia –, che parlano da sé e documentano una tappa importante nella realizzazione del “United World Project”, nel cammino verso l’unità del mondo».

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I Giovani per un Mondo Unito (GMU) di São Paulo stanno offrendo il loro caffè quotidiano per raccogliere soldi per i sopravvissuti del super tifone che ha colpito le isole di Leyte, Panay e Samer in Filippine.

IMG-20131204-WA0020.jpgI Giovani per un Mondo Unito (GMU) di Córdoba (Argentina), escono nelle strade per aiutare a ristabilire l’ordine e sciogliere la tensione, dopo i gravi incidenti di ordine sociale iniziati con lo sciopero della polizia.

Córdoba, una città con 1,2 milioni di abitanti, nel cuore dell’Argentina. La polizia provinciale protesta chiedendo un aumento di salario, fino al punto di scioperare, ritirandosi nelle proprie caserme e lasciando le strade senza vigilanza. Due persone sono morte e oltre mille locali commerciali, case private e perfino il deposito della Caritas sono stati presi d’assalto tra il 3 e il 4 dicembre, da parte di gruppi di delinquenti organizzati. Coprifuoco forzato per gli abitanti, rimasti chiusi nelle proprie abitazioni, negli uffici pubblici, nelle scuole e nelle università, con i mezzi pubblici fermi.

IMG-20131204-WA0039.jpgPer ristabilire la calma è stata importante l’azione di mediazione svolta dal Comipaz (comitato interreligioso), attraverso gli interventi del vescovo ausiliare Pedro Javier Torres, del Rabbino Marcelo Polakoff e di autorità e rappresentanti di diverse confessioni religiose.

A mezzogiorno del 4 si è arrivati ad un accordo tra le parti, in seguito al quale la polizia, poco a poco, ha ripreso il controllo della città.

Appena è stato reso pubblico questo accordo, ha preso il via l’azione dei Giovani per un mondo unito, così come ci racconta Ana María Martínez: «Stavamo assistendo con timore ai saccheggi, chiusi nelle nostre case. Ma non potevamo restare passivi di fronte a quello che stava succedendo nella nostra Córdoba. Avevamo un grande desiderio di dimostrare alla società che qualcosa di buono può uscire anche da tanta rabbia, pazzia e corruzione strutturale».

«Attraverso le reti sociali ci siamo dati appuntamento in una piazza della città. Alle 16,00 sono arrivati i primi giovani ed in breve eravamo già in 30. Era presente anche un canale televisivo ed alcuni giornalisti. Con il passare delle ore, si sono aggiunti altri gruppi di giovani avvisati con tutti i mezzi possibili. Alla fine eravamo più di 100, più le numerose persone che hanno preso con noi l’iniziativa di pulire nei propri palazzi o nelle strade vicine».

IMG-20131204-WA0037.jpgLa notte precedente era stata terribile: spari, sirene degli allarmi nelle case vicine, saccheggi, tanti rimasti a difendere il proprio negozio.

Il lavoro era molto: pulire dalle ceneri degli incendi, ritirare i resti delle barricate… «Ma al di là del lavoro concreto, l’idea fondamentale era parlare con la gente, offrire loro un momento di dialogo e di ascolto. La risposta è stata immediata: chi portava prodotti alimentari per il deposito della Caritas, chi acqua per quelli che lavoravano, guanti, scope, pale. Molti si sono uniti al nostro lavoro, commossi alla vista di chi, pur non vivendo nella zona, era andato a pulire nel loro quartiere».

Veramente inattesa la ripercussione sui giornali, radio, notiziari che hanno dato notizia dell’azione dei giovani: «Crediamo che qualcosa siamo riusciti a fare – continua Ana  –  al di là della pulizia delle strade, abbiamo capito che dipende da ciascuno cominciare a fare qualcosa di diverso e che, anche se il giorno prima si era generato un contagio di delinquenza e opportunismo, oggi siamo stati testimoni di un contagio di buona volontà, di sforzo e di lavoro comune per iniziare un cambiamento».

La situazione in Argentina non è, al momento, ancora risolta; anzi, si assiste ad un dilagare di scontri e proteste anche nelle altre provincie, ma resta alto il desiderio di non farsi vincere dalla violenza e trovare nuove vie di pace.

Chiara Lubich 10.jpgIl 7 dicembre 1943 Chiara Lubich aveva solo i sentimenti di una bella ragazza innamorata di Dio, cui diceva il suo SI’ per sempre. Ciò le bastava.
Quanto avrebbe visto e vissuto negli 88 anni della sua vita non poteva immaginarlo: che milioni di persone l’avrebbero seguita, chiamandola semplicemente “Chiara”…
Di certo non pensava che con i suoi amici sarebbe arrivata in 182 nazioni, che avrebbe fondato un Movimento, aprendo canali di dialogo ecumenico, con le grandi religioni e con persone di convinzioni non religiose.
Nel 1977 lei stessa affermava: “La penna non sa quello che dovrà scrivere. Il pennello non sa quello che dovrà dipingere. Lo scalpello non sa ciò che dovrà scolpire. Così, quando Dio prende in mano una sua creatura (…) la persona non sa quello che dovrà fare. È uno strumento”.
Ha precorso i tempi, Chiara: nella società mondializzata, ha indicato la via della fraternità universale, ha amato la vita, ha tracciato una via di santità per tutti.
Chiara Lubich (Trento 22/01/1920 – Rocca di Papa 14/03/2008) è all’origine del Movimento dei Focolari.
 
Al primo nucleo di giovani trentine si unirono dopo qualche mese 500 persone di tutte le età e condizioni sociali che condividevano l’ideale dell’unità. Ben presto superò i confini regionali. Prima tappa Roma, dove Chiara stessa si recò nel 1948, poi Firenze, Milano, Siracusa …
Nel 1956 cominciò la diffusione in Europa, nel 1958 in America Latina, nel 1961 nell’America del Nord. Il 1963 fu la volta dell’Africa, il 1966 dell’Asia, il 1967 dell’Australia.
Non una programmazione a tavolino, ma un seguire la strada che “Qualcuno” tracciava. Così, fino ad oggi.
 
La storia di un popolo nato dal Vangelo, chiamato a realizzare il sogno di Gesù: “Che tutti siano uno.”

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#‎umcafepelasfilipinas ‪#‎togiveuptogiveback

I Giovani per un Mondo Unito (GMU) di São Paulo, Brasile sono impegnati per raccogliere fondi per le vittime del supertifone che ha colpito le isole di Leyte, Panay e Samer nelle Filippine.

Come loro, ci sono tanti altri GMU sparsi nel mondo che stanno facendo delle attività per lo stesso fine.

 

Siamo generosi nel dare del nostro tempo per queste persone che soffrono.

Stoccolma3_Nov 2013.jpgSiamo alcune delle Giovani per un Mondo Unito (GMU) della Svezia e della Finlandia.

In questi giorni ci siamo lanciati a costruire ponti in un “festival culturale”, tenuto in un villaggio vicino a Stoccolma dove abitano tanti immigrati. Il festival era promosso da membri della Chiesa luterana, della Chiesa cattolica e dell’Associazione dei musulmani. Siamo arrivate già dalla sera prima del “festival culturale” e suddivendoci in tre piccoli gruppetti ci siamo resi disponibili per la preparazione. Eravano in sette.

Stoccolma_Nov 2013.jpgEravamo in sette ad aiutare nel workshop e nel servire il cibo. Nel workshop ognuno poteva esprimere il proprio sogno decorando un pallina di polistirolo e parlare di ciò che aveva realizzato con gli altri. In questo modo abbiamo avuto dei colloqui profondi. Una signora che diceva che non aveva sogni, l’abbiamo aiutata a scoprire che anche lei aveva un suo sogno. Siamo state nella moschea e ci hanno regalato dei libri che spiegano la bellezza dell’islam. L’Imam ha recitato delle preghiere dal Corano, spiegando che sia i cristiani che i musulmani cercano di fare la volontà di Dio.

Stoccolma1_Nov 2013.jpgAccanto alla Chiesa svedese si svolgevano diversi concerti, anche delle danze africane (dove alcune di noi hanno anche danzato..!).

In tutto sono venute 500 persone. Era un esperienza di dialogo di vita, di sperimentare che il mondo unito è possibile tra cristiani e musulmani.

Il weekend prossimo avremmo un programma in Finlandia. Sabato una giornata per tutti i GMU e domenica ci incontreremo con tutte le pesone del Movimento dei Focolari.

Un saluto specialissimo!

Miriam, Valentina, Aurelija, Zivile, Meggie, Sibilla

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I Giovani per un Mondo Unito del Portogallo si impegnano a donare alla loro società una cultura di fraternità
Vogliamo darvi notizie del nostro primo Meeting dei Giovani per un Mondo Unito (GMU), che si è realizzato in Portogallo nei giorni 12 e 13 ottobre: davvero fantastico!!!
Questo Meeting è stato uno dei frutti dell’esperienza che stiamo facendo, qui nella nostra zona, dopo il Genfest, e che è partita dal fare un progetto per e con i giovani. Vi ricordate? Abbiamo definito una meta - Una Cittadinanza per la Fraternità - degli Obbiettivi e una Strategia, che includevano, dopo un anno del Genfest in cui si è cercato di mettere in moto le proposte dell’United World Project (UWP) a livello locale, la realizzazione di questo Meeting a livello nazionale (nella cittadella Arco Iris): un passo che ci ha proiettati insieme anche verso il 1º Maggio 2014.
Hanno partecipato al Meeting più di 90 giovani dell’intero Portogallo, tutti con una grande voglia di vivere in prima persona la fraternità e diversi portandosi già dietro dei frammenti di fraternità molto interessanti fatti nelle proprie località.
Nel programma si è presentata l’identità dei GMU oggi, attraverso stralci di discorsi di Chiara Lubich al Genfest 1985 e sull’arte di amare, corredati da esperienze di giovani che hanno già incominciato a mettere in pratica quest’arte, che è venuta in luce come la strada per eccellenza da percorrere perché ognuno, individualmente e collettivamente, sia capace di rispondere alle necessità dell’umanità di oggi e portare l’unità a tutti.
Uno dei momenti più incisivi del weekend è stato un forum sulla Fraternità, con la partecipazione di diversi esperti che ci hanno dimostrato, con le idee e le esperienze, come si può vivere la fraternità in diversi ambiti: nello sport, nella scienza, nell’arte e con i media. Ci hanno davvero affascinati! Si è rafforzata la nostra convinzione in modo inequivoco e luminoso: la fraternità è la risposta di cui il mondo ha bisogno ed è anche la cultura che vogliamo donare alla nostra società.
Oltre questi momenti più formativi, abbiamo avuto l’opportunità di trovarci in piccoli gruppi per località, per capire cosa fare per essere una risposta concreta alle necessità locali e per attivare una rete di fraternità sempre più fitta dove ci troviamo.
Inoltre abbiamo incominciato a lavorare per il nostro 1º Maggio 2014, che vogliamo costruire insieme a tutti i GMU, in modo che quel giorno sia frutto di un percorso e una vera testimonianza di come il Mondo Unito non sia una utopia ma una realtà che parte da ciascuno di noi, rafforzando in tutti la convinzione che, insieme, possiamo essere costruttori di pace e di unità.
Non possiamo non dirvi il quanto sono stati importante anche i momenti di distensione, come gli intervalli in cui abbiamo giocato e parlato insieme, e la festa del sabato sera: tutte occasioni anche queste per conoscerci meglio e costatare che la fraternità si può costruire e vivere in tutte le dimensioni della vita. Infatti ci siamo trovati parte di una grande e unica famiglia!
Sono stati due giorni spettacolari, dove abbiamo sentito una fortissima presenza di Dio fra di noi ed è stato senz’altro Lui che ha condotto tutto il programma, donando a tutti l’entusiasmo e la gioia di vivere per la fraternità!
Vi inviamo anche alcune impressioni dei giovani presenti, che fanno vedere il clima vissuto in quei giorni:
"...questo Meeting ha fatto crescere in me il desidero di vivere per la fraternità, accettando l’altro come lui è, cosciente che solo così ci si arricchisce a vicenda."
"Sempre che mi trovo con i GMU sento che questo non è una utopia e che il Mondo Unito è possibile: torno a casa con una immensa gioia e voglia di costruire la fraternità."
"Questi giorni sono stati una prova che la fraternità potrà essere più ascoltata e che possiamo farla arrivare in tutti i posti, per quanto alcuni siano complessi, o anche per quanto siamo noi in situazioni di vita complesse.”
"Sono stati 2 giorni magnifici!! Hanno servito a definire priorità perché nel vortice della vita alle volte ci si perde il senso… Hanno fatto sì che ci mettessimo a guardare l’altro in un modo nuovo, senza differenze ne disuguaglianze, mettendolo al primo posto!”.
Contate su di noi per realizzare questa grande meta alla quale siamo chiamati,
La Segreteria dei GMU del Portogallo

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