PULSE: la testimonianza del mondo unito

1 Giugno 2017

Change your heart, change the world è stato lo slogan di Pulse: the Meeting, il raduno internazionale dei giovani per un Mondo Unito, che ha raccolto più di 500 giovani di ? paesi, dei 5 continenti. L’incontro si è svolto nella cittadella di Loppiano, Italia, il 29 e 30 aprile 2017. L’esperienze di fraternità, le manifestazioni artistiche, i workshop e forum sono state una vera testimonianza che un mondo unito è possible.

Le esperienze trattavano di scelte controcorrente, di impegno civico, fatte da giovani che, nel loro piccolo, tentano di cambiare in meglio il mondo intorno a loro.

Myriam dal Libano racconta dei immigranti siriani e iracheni in Libano, il risentimento dei Libanesi contro I siriani, che non volevano accoglierli. Nonostante questa realtà, Myriam e I suoi amici, i Giovani per un Mondo Unito di Libano, si sono chiesti da dove potevano cominciare per aiutare i siriani, e hanno trovato la risposta: «Dobbiamo cancellare tutti i pregiudizi che abbiamo sui siriani e andare contro corrente, contro l’opinione pubblica». Cominciando con questa scelta, sono riusciti non solo ad aiutare queste famiglie, ma anche a costruire rapporti durevoli.

Beatriz dell’Angola aveva vissuto l’esperienza del suo fratello che è stato ucciso dai poliziotti, anche se era innocente. Con il sostegno della comunità dei Focolari attorno a lei, ha potuto perdonare i poliziotti, e anzi, guardarli negli occhi con misericordia nel cuore.

La famiglia di Jaime avevano deciso di lasciare la propria terra, Il Salvador, per il pericolo che era vivere lì. Ma quando lui ha sentito che Dio li chiedeva di rimanere, tutta la famiglia ha ripensato la decisione, hanno deciso di restare nel paese e continuare a vivere l’Ideale. Da questa decisione è nata la campagna “cambia il tuo metro quadrato” che i giovani hanno lanciato, perché, come racconta Jaime, “se tutti ci impegniamo a cambiare il nostro m2 staremmo cambiando Il Salvador.”

Il secondo giorno e iniziata con una preghiera per la pace recitata da due giovani musulmani presenti in sala. L’hanno recitata in arabo dal palco, mentre la sala li accompagnava con un rispettoso silenzio.

Poco dopo, i partecipanti hanno ricevuto un bigliettino su cui hanno scritto delle ferite nella loro vita – qualcosa difficile da superare, una persona da perdonare, una situazione dove manca la pace. Poi, questi bigliettini che erano biodegradabili sono venuti messi sotto terra in un vaso, dove è stato piantato un cipresso, che si terrà a Loppiano, e crescerà come l’albero della pace.

L’intervento dello psicologo Iñaki sulla pace interiore e il perdono è stato un momento di scoperta per tanti.

Nel pomeriggio i partecipanti hanno potuto scegliere tra varie workshop e Forum: “Non alla Guerra”, “Progetto Sociale”,  “Impegno per la Pace”, “Media e Pace nel tempo delle Fake News”, “La Pace nelle Grandi Tradizioni Religiosi” e “Educazione alla Pace”.

DanceLab, un gruppo di giovani italiani ballerini, che hanno anche tenuto uno dei workshop, hanno arricchito varie momenti dell’incontro con diverse coreografie.

PULSE: the Meeting ha aperto le porte a PULSE: the Event, il Primo Maggio, un incontro aperto dove si sono aggiunti altri 3000 giovani provenienti da tutta l’Italia, per testimoniare che la Pace è possibile, che la Pace non è un’utopia.

 

 

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